Ciao Ciao, Darwin!

Dall'evoluzione naturale all'evoluzione social

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Considerazioni

Se penso che siamo stati tutti fregati da una "e", mi viene voglia di tornare dietro di qualche decade, girare la ruota e comprare una vocale! Ma partiamo dal principio...

Era il 1859 quando Darwin per la prima volta pubblicò il concetto di "selezione naturale", il progressivo e cumulativo aumento degli individui con caratteristiche ottimali per l'ambiente in cui vivono. Sia ben chiaro: non i più forti, non i più intelligenti. Ma quelli che più si adattano ai cambiamenti. Un monito che si perde se si pecca di ottimismo, se si crede che il cambiamento è sempre in meglio.

Fin quando l'uomo ha aumentato il suo grado di civiltà, i cambiamenti sono stati complessivamente migliorativi. E questo ha portato ad un progressivo e cumulativo aumento degli individui più propensi a vivere in socialità. Una sorta di selezione sociale, che ovviamente si è avuta solo nei paesi civilizzati. Anche in questo caso non si è trattato di una selezione dei migliori e dei più civili, ma è evidente che la selezione è stata complessivamente positiva.

Ma l'avvento di internet e dei social, Facebook in particolare, ha stravolto tutto. E' stato uno dei cambiamenti più epocali nella storia della civiltà umana, perché ha creato una potenziale connessione real-time tra tutte le persone, perché ha dato a tutti la possibilità di farsi sentire, perché ha dato la possibilità di creare masse virtuali capaci di spostare l'opinione pubblica, di muovere voti e consensi, di condizionare l'operato della politica. Un grande cambiamento che ha comportato l'avvento di una nuova selezione: la selezione social, un progressivo e cumulativo aumento degli individui con caratteristiche social ottimali. Nasce così il fenomeno dei social influenzer, degli youtuber, la politica diventa questione di tweet, quasi non mi sorprenderei a ritrovarmi su Pinterest il bando per ricostruire il ponte di Genova.

Ci sono voluti millenni per passare da una selezione naturale ad una selezione sociale, è bastato appena un decennio per passare da una selezione sociale ad una selezione social. Un cambiamento talmente repentino che non si è svolto nel naturale ricambio di intere generazioni, ma ha rivoltato la società attuale come un calzino sporco, una onda anomala che ha travolto e spazzato via studiosi e intellettuali sostituendoli con figure tanto più ignoranti quanto più accreditate. Una rivoluzione che ha sovvertito l'ordine sociale instaurando una dittatura social.

Il cambiamento oggi passa dai social, chi non si adatta è perduto. Guardate la politica: chi è nato sui social oggi ha i più larghi consensi, seguito a ruota da chi per primo ha iniziato a seguirne mezzi e metodi. Guardate lo sport: l'affare CR7 misurato in nuovi Like sulla pagina della Juventus. Guardate la medicina: una cura è valida se è convalidata su Facebook altrimenti è causa di autismo o altre malattie. Guardate le notizie: se sono sui social con tanto di "amen e condividi" allora sono vere, altrimenti no.

E come corollario guardate l'istruzione: per l'istruzione non c'è posto sui social, pertanto gli individui in progressivo e cumulativo aumento potranno farne a meno.

Un decennio in cui è cambiato tutto, in cui siamo passati dalla Ruota della Fortuna e al "giro la ruota e compro una vocale" al salutare Darwin con un "Ciao" profetico ancor più che ironico. Nel pensare a quanto positiva è stata la selezione sociale e quanto nefasta è la selezione social, se penso che siamo stati tutti fregati da una "e", mi viene voglia di tornare dietro di qualche decade, girare la ruota e comprare una vocale!

Ciao ciao, Darwin!

Matti! Siamo tutti, matti! Urliamo, c'insultiamo, Da nevrosi, siamo afflitti! Spariamo dei sorrisi, degli alibi perfetti, colletti inamidati, dai trascorsi assai sospetti! Siamo tutti matti! Fuori ogni misura, in fondo a ogni promessa, l'incertezza e la paura. Fragili ed inetti, bugiardi, trasformisti, regalaci un computer, se non vuoi vederci tristi! Siamo tutti matti... Matti! Sciocchi o intraprendenti, vere oppure appariscenti, decidiamo che destino avremo mai. Se l'occhio andrà d'accordo col cervello, se il cuore ci dirà la verità! Teneri, incompresi, a quelle labbra ancora appesi, questa guerra è bella, ma ci esaurirà! Uomini, che fantasia! Donne, anche voi, che imprudente, bugia! Matti! Senza via d'uscita. Ogni sistema è buono, per fregare questa vita! Barche senza remi, asciutti temporali, frammenti d'infinito, in balia dei cellulari! Siamo tutti matti, matti proprio tutti, buoni solamente, a strofinarsi dentro i letti, Vuoti di memoria, vittime in carriera, grazie ad una mela, siamo entrati nella storia! Siamo tutti matti... Matti... Matti ("Matti!", Renato Zero, testo della sigla di Ciao Darwin)