Roma, 'ONG dei rom'

Un piano casa per rom che rischia di diventare un nuovo business di cui nessuno sentiva il bisogno

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Considerazioni

Si dice che "a pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina". E a penar male è davvero difficile non lasciarsi sfuggire una domanda spontanea: il Reddito di Baraccanza è un premio inaspettato ai rom o ai palazzinari? Perché è davvero difficile restare esenti da considerazioni che potrebbero apparire negative. Ad esempio, non si può fare a meno di notare che si tratta di un bonus casa previsto per sinti e camminanti, due etnie nomadi per definizione. Un pò come dare un bonus farina ai celiaci o un bonus enoteca agli astemi. Ad esempio, non si può fare a meno di notare che si tratta di un bonus casa in una città come Roma dove gli affitti sono i più cari d'Italia - e di molto - e dove la crisi ha ridotto gli stessi, si, ma molto meno che altrove; ed una così ricca iniezione di capitali e di concorrenti - veri o presunti - non potrà che favorire il mercato degli affitti e quindi i grandi proprietari.

Facendo due conti, si tratta di un bonus di 800€ - ipotizziamo a famiglia - per due anni e per due gruppi che contano almeno 5.000 persone. Volendo ipotizzare una media di 4 persone a nucleo familiare - difficile immaginare che se si accetta l'offerta ci si mette in casa anche i nonni invece di prendere un appartamento extra - si tratta di almeno 1.250 nuclei familiari per un totale di circa 30 palazzi di media grandezza e di circa 24 milioni di euro in tutto. Se poi pensiamo alla predisposizione di questi gruppi di restare tali, è ovvio che se potranno cercheranno soluzioni tali da favorire la non dispersione, e quindi se possibile palazzi e palazzoni da "colonizzare" quanto più possibile.

Ma si dice pure che "a pensar male si fa peccato", e non sia mai che un fulmine a ciel sereno compia il suo dovere. Pertanto smettiamo di pensar male e pensiamo bene. E a pensar bene, restano i dubbi su un provvedimento di stabilizzazione di etnie nomadi per definizione, dunque un ossimoro tale non da rilanciare l'economia ma tale da rilanciare il mercato che più di tutti uccide l'economia romana: il mercato degli affitti. Infatti, tali soldi essendo destinati all'affitto finiranno nella tasca di famiglie che in rari casi arrivano a stento a fine mese e quindi nella maggior parte dei casi finiranno sotto forma di risparmio di persone benestanti o di speculazione finanziaria o di spese non locali. Senza contare che sinti e camminanti di tutta Italia potrebbero ben pensare di trasferirsi a Roma per partecipare al bonus.

Ed è grave che in un comune indebitato fino al midollo "per le Olimpiadi del 1960", in cui nelle scuole comunali i bambini devono portare la carta igienica da casa o non si possono pulire, in cui occorrono tre mesi per una carta di identità per i minori - vedi Municipio XI - in cui non ci sono soldi per tappare le buche - o forse i danni a veicoli e persone rilanciano l'economia? - si decida di stanziare 24 milioni di euro in due anni per sgombrare due campi. Roba da far diventare tutti leghisti, perché "con 2.000€ conosco uno con la ruspa", roba da far diventare tutti grillini, perché metà di quella cifra data al doppio delle famiglie indigenti e senza un reddito fisso in cambio di piccoli impegni a dar decoro e sicurezza al quartiere - 400€ a 2.500 famiglie, per 15 ore settimanali come ronda o come "pulizia" del quartiere e dei parchi - avrebbe di sicuro rilanciato l'economia, essendo destinata alla spesa quotidiana negli esercizi locali.

Insomma, una prova generale di come il Reddito di Cittadinanza preso come misura a se stante possa solo diventare un boomerang in grado di danneggiare la comunità ed esasperarla in quella che potrebbe sembrare una "guerra tra poveracci" ma che di fatto è una guerra tra poveracci messi contro tra di loro da una politica incapace di pensare una qualsiasi soluzione ad uno qualsiasi dei problemi. Una prova generale, se ce ne fosse bisogno, che niente nella politica italiana è cambiato.