SUM #01. Capire il futuro

L'evento in memoria di Gianroberto Casaleggio: cosa aspettarci dal futuro?

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Considerazioni

La fondazione che porta il nome di Gianroberto Casaleggio prova a parlare del futuro in un evento non politicizzato che vedrà coinvolti nomi importanti, a partire dall'Amministratore Delegato di Google Italia Fabio Vaccarono arrivando al Direttore dell'ISPI - Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Paolo Magri, passando per giornalisti 'amici' come Marco Travaglio ed 'ostili' quali possono essere Enrico Mentana o Franco Bechis.

Cito da una lettera inviata da Davide Casaleggio al Corriere della Sera sull'evento:

Il tema è quello del futuro, l'esigenza di comprendere come sarà il mondo negli anni a venire, riflettere sulla direzione da seguire nei vari campi del lavoro, della tecnologia, della scienza, del potere e infine dell'uomo. Capire il futuro serve per inventare il futuro che vogliamo. Nel giro di dieci anni, secondo Jerry Kaplan, professore di Intelligenza artificiale a Stanford, faremo un salto tecnologico incomparabile rispetto a quello fatto in tutto il secolo scorso. La velocità con cui si sta evolvendo la tecnologia è impressionante: il problema per la società è proprio questo. Non abbiamo mai dovuto affrontare uno stravolgimento cosi repentino e massiccio. Lo shock più forte sarà nel mondo del lavoro. Avremo milioni di disoccupati in tutto il mondo perché ci saranno software e robot intelligenti molto più efficienti. Un'intera generazione di lavoratori rischia di essere esclusa da un giorno all'altro. Se alcune condizioni sono determinate dall'evolversi della tecnologia, la decisione su come reagire spetta solo a noi. Tutto sta nell'inventarci il futuro che vogliamo. Tasse sui robot, come propone Bill Gates? Reddito di cittadinanza universale, come suggerisce Elon Musk? Per dare una risposta a queste domande è necessario capire il futuro.

Ma è davvero necessario capire il futuro per affrontarlo? In realtà no, anzi è inutile. Serve capire il presente e il passato, serve capire il modello, serve capire e basta. Vi faccio un esempio: se avete un tavolo da biliardo con sopra una pallina rossa e una blu e volete sapere cosa accadrà alla pallina rossa se viene colpita da quella blu ad una data velocità e in un determinato punto, cosa fate? Provate a capire che la pallina blu si sposterà, provate a indovinare dove andrà a finire o applicherete qualche legge nota della fisica per avere una risposta precisa e con un margine di errore trascurabile? Sicuramente l'ultima è la risposta esatta.

Allo stesso modo, per affrontare il futuro non serve capirlo, serve avere una legge economica e politica che sa descrivere il mondo economico e del lavoro. E una legge esiste, l'ho proposta io: il Lavoro Sostenibile! Un modello che si adegua alle variazioni del mercato e che fa si che disoccupazione e variazione dei costi invece di diventare variabili impazzite diventano variabili dell'equazione. Una equazione capace di controllare il sistema lavoro e di riportarlo sempre all'equilibrio. Perché non serve capire quanti robot ci saranno, non serve capire quanta Intelligenza Artificiale ci sarà, non serve capire quali professioni andranno e quali no, non serve prepararsi alle nefaste previsioni del WEF. Con il Lavoro Sostenibile, qualunque cosa accada il mondo del lavoro tende ad un nuovo equilibrio.

E allora, sabato ad Ivrea incontratevi, parlate, immaginate, giocate a chi ha la sfera di cristallo migliore, ma non prendeteci in giro: la sfida che vi attende è capire il futuro per sfruttarlo, non certo per consentire a tutti di vivere bene. Perché per vivere bene non serve capire il futuro, basta solo capire!

P.S.: Nonostante l'evento viene presentato come 'non politicizzato', la seconda metà della lettera al Corriere parla di Movimento 5 Stelle - ci fa sapere che sarà presente in platea anche Beppe Grillo - e del "sistema operativo" Rousseau (che, ricordiamo, tecnicamente è una piattaforma web e non un sistema operativo), vantando meriti unici del M5S. E chiedendo, già che ci siamo, il consueto sostegno economico con donazioni volontarie.