Non tutti i Trump vengono per nuocere

Trump vuole mettere i dazi sulla Vespa: siamo sicuri che sia un male?

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Considerazioni

Quel cattivone di Trump vuole mettere i bastoni tra le ruote della Vespa. E già che ci siamo se la prende anche con l'acqua San Pellegrino, che è si una azienda italiana ma fa parte del colosso svizzero Nestlè. Un duro colpo che, a detta dei sindacati metterà in ginocchio i poli industriali produttivi italiani. Ma siamo sicuri che sia un male? No, perché alla fine potremmo dire che sono tutti bravi con il mercato degli altri. Ma su questo torneremo dopo.

L'introduzione dei dazi in un mercato realmente libero e globale, sarebbe una gran porcata. Immaginate Tizio e Caio che producono la stessa merce, il primo in Italia e il secondo in Francia. I prodotti magari avrebbero lo stesso prezzo e quelli di Tizio sono migliori di quelli di Caio. Ma se Tizio vuol vendere in Francia si trova un dazio che porterà i francesi a comprare la merce di Caio, rendendo la concorrenza sleale e discriminatoria.

Peccato però che il mercato libero e globale non esiste. Perché se in tutto il mondo ci fossero le stesse leggi e le stesse tutele sul mondo del lavoro, se in tutto il mondo ci fosse lo stesso salario orario, allora Tizio sarebbe penalizzato dal dazio senza un reale motivo, solo perché italiano. Ma cosa accade se il mercato del lavoro italiano vive di illegalità, evasione ed elusione fiscale o se in Italia un lavoratore prende 8€ l'ora mentre in Francia prende 15€ l'ora? A parità di tutto, avremmo che il prodotto italiano costerebbe la metà del prodotto francese con due effetti negativi: danneggerebbe l'economia francese senza avvantaggiare quella italiana - in realtà a guadagnarci sarebbe l'illegalità - e costringerebbe i francesi a ridurre i salari e abbassare la qualità per essere competitivi, compromettendo l'economia del paese. Il dazio, in assenza di una regolamentazione globale del mondo del lavoro, di fatto arginerebbe il fenomeno di valorizzazione dei contesti in cui il lavoro viene sottopagato o è di bassa qualità.

Ma non finisce qui, perché c'è un altro aspetto importante. Senza dazio, il gettito fiscale derivante dall'acquisto di un prodotto sarebbe piuttosto basso per il paese in cui lo stesso viene venduto ma non prodotto, aggravando la situazione delle casse statali con un peggioramento dei servizi. E questo lo sanno tutti, tant'è che molti governi studiano soluzioni come la Web Tax per quelle realtà digitali come Amazon. Attraverso il dazio, dunque, si compensa questo aspetto riuscendo ad ottenere quelle tasse altrimenti perse. Ma questo non basta, perché il dazio non costituisce salario, non diventa reddito e quindi non contribuisce alla circolazione dell'economia essenziale per evitare le crisi.

Ci sarebbe però un modo per aggirare, si fa per dire, il dazio. Ad esempio aprendo fabbriche nei paesi in cui si vuole realizzare la vendita e usando il più possibile materie prime del posto. In pratica, localizzando la produzione e il prodotto, realizzando di fatto una sorta di autarchia economica. Il che, come detto, non è un male. Altrimenti torniamo a quanto detto in apertura: sono tutti bravi con il mercato degli altri, soprattutto se non rispettano le regole di quei mercati.

Senza dazi si vivrebbe meglio, ne sono sicuro. Ma come detto i dazi possono - e devono - mancare solo in un mercato libero e globale che sarebbe possibile solo in una economia sostenibile su scala mondiale, e verosimilmente porterebbe alla stessa conclusione dei dazi: la localizzazione degli impianti di produzione sarebbe più sostenibile di una esportazione su larga scala.

P.S.: E per i poveri lavoratori italiani? Beh, non si dica in giro ma le esportazioni di Vespa negli USA sono circa 14.000 e si stima che un eventuale dazio dovrebbero incidere per meno del 2% del fatturato, che è di poco superiore alla crescita del 2016 della Piaggio, fonte IlSole24Ore. Traete voi le dovute conclusioni!