La caduta di (un) dio

David Rockefeller: quando la morte non ci rende tutti uguali

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Considerazioni
Gli dei, quelli creati dall'uomo tra gli uomini oltre 5.000 anni fa esistono. Nuotano nell'oro, si nutrono del potere sugli uomini e li dominano banchettando sulle loro paure, raccogliendoli in templi e illudendoli in ogni modo possibile. Lasciando che loro credano, persino, che la morte li rende tutti uguali.

Il 20 marzo 2017 è morto David Rockefeller, a meno di tre mesi dal suo 102-esimo compleanno. La notizia è stata accolta con sollievo, soprattutto sui social: in tanti hanno gioito di quella morte come se avessero ottenuto giustizia divina rispetto a qualche torto. Ma la cosa buffa è che ad essere divino è stato proprio il torto.

E' dai tempi dei faraoni, infatti, che i sovrani divenivano impersonificazione degli dei. Un gioco crudele legato all'oro: sin dai tempi del faraone Den, appartenente alla I Dinastia Egizia, l'oro entra a far parte dei testi egizi: correva l'anno 3.050 a.C. e dopo oltre 5.000 anni tutto ruoto attorno al denaro. Un gioco crudele legato ai beni che queste divinità si portavano nella tomba: correva l'anno 3.050 a.C. e dopo oltre 5.000 anni un altro faraone muore possedendo un patrimonio stimato di oltre 3 miliardi di dollari, sufficienti a sistemare a vita una famiglia di oltre 1000 persone, che non credo abbia. Un gioco crudele legato al non rispetto della vita dei più poveri, sfruttati e a volte seppelliti vivi con il faraone per servirli anche nell'oltretomba: correva l'anno 3.050 a.C. e dopo oltre 5.000 anni ancora non si è raggiunto quel rispetto della vita.

A distanza di oltre 5.000 anni Totò diceva, illudendoci: "Morto si' tu e muorto so' pur'io; 'a morte 'o ssaje ched'e? E' una livella". Ha illuso intere generazioni, sostenendo che la morte ci rende tutti uguali, dimenticando però che il senso della vita è tutto concentrato in ciò che precede la morte. E allora nulla è simile, nessuno è uguale. Nella morte restiamo diversi perché chi ha vissuto come un dio alla fine lascerà traccia di se mentre chi ha vissuto da miserabile finirà nella fossa comune dell'oblio.

L'operaio lascia dietro di se occasioni mai avute, occasioni perse, sogni mai realizzati, desideri divenute utopie. Rockefeller lascia dietro di sé il Gruppo Bildeberg, il club elitario chiuso al pubblico e alla stampa, l'Olimpo in cui gli dei si riuniscono in baccanali per decidere come meglio disporre delle inutili vite dei mortali. Rockefeller lascia dietro di se la Commissione Trilaterale, la cosmogonica think tank di cui lo scrittore francese Jacques Bordiot disse "il cui vero obiettivo è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale".

Ma la morte di Rockefeller è la caduta di un dio? Nel mito cristiano si fa riferimento alla "caduta dell'uomo", quando l'umanità avrebbe perduto i privilegi divini di cui godeva. Ma la vita è una, è quella terrena e rispetto ad essa non vedo alcuna perdita di privilegi, perchè in 102 anni ogni privilegio è stato ampiamente goduto. E se vorrete consolarvi con la speranza del paradiso promesso dal faraone cristiano o da quello ebraico o da quello musulmano, fate pure, anche se alla fine la vostra soddisfazione potrebbe essere come quella di chi ha gioito della morte di Rockefeller: effimera, espressione solo di invidia o rassegnazione.

Gli dei, quelli creati dall'uomo tra gli uomini oltre 5.000 anni fa esistono. Nuotano nell'oro, si nutrono del potere sugli uomini e li dominano banchettando sulle loro paure, raccogliendoli in templi e illudendoli in ogni modo possibile. Lasciando che loro credano, persino, che la morte li rende tutti uguali....