Clinton vs Trump: il triste epilogo della democrazia

La prossima persona più potente del pianeta rischia di non essere una reale selezione ma solo 'il meno peggio'

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Meno di un mese e conosceremo l'esito delle elezioni Presidenziali USA, che decreteranno chi sarà il prossimo detentore della 'nuclear football', la valigetta per il lancio di un attacco missilistico nucleare. Da una parte Donald Trump, la versione americana incazzata e dannatamente ricca di Salvini con l'aplomb e la giovinezza di Silvio Berlusconi uniti alla classe e all'eloquenza di Grillo. Dall'altra invece Hillary Clinton, la versione americana coniugata e dannatamente sponsorizzata della Boschi, con l'orientamento al lavoro di Poletti e le cordate alle spalle di Renzi senza contare l'uso casaleggese dei server.

Immaginate una di queste figure che passeggia con disinvoltura seguito a ruota dalla valigetta con quel dannato bottone rosso che aspetta solo di essere schiacciato.

Questo è quanto ha prodotto la politica americana, la più grande democrazia al mondo, almeno come numero di elettori. Questa è la selezione voluta dal popolo e dalle lobby. Già, perchè nel caso di Hillary Clinton è stata probabilmente decisiva la spinta delle lobby - tramite delegati e super delegati - per vincere su Bernie Sanders.

La verità è che fino a pochi mesi fa c'era molta indecisione tra chi sarebbe stato il candidato democratico in quella che era stata definita la "morra americana": Sanders batte Trump, Trump batte Clinton, Clinton batte Sanders. Purtroppo Sanders, a dispetto dell'età predicava una politica fresca e giovane, con un cavallo di battaglia di grande interesse: il salario minimo. Un cavallo di battaglia che in un qualunque paese sano avrebbe portato alla vittoria. Ma nei paesi malati si preferisce parlare di emailgate, di NAFTA e TTIP, di guerra a Libia ed Iraq o ancora di frode al fisco, di razzismo contro cinesi e messicani o ancora di donne disposte a tutto con chi ha i soldi. Già, il grande scandalo degli ultimi giorni, la verità che tutti sanno e di cui tutti fingono di stupirsi.

E così alla fine molto meglio una corsa a tutto scandalo tra Trump e Clinton. Questa è la "politica da Grande Fratello" americana che da anni sta cambiando il modo di fare politica in tutto il mondo, anche in Italia, dove si preferisce parlare di scandali, di guerre tra onestà e scontrini, in cui i politici sputano nel piatto in cui mangiano e nello stesso tempo fanno a gara chi sputa più lontano. Non perché è lontano il piatto in cui mangiano ma semplicemente perché è schifosamente grande. Una politica che in America ha creato un candidato della disperazione delle destre verso politiche sinistroidi insostenibili e un candidato di sinistra portavoce delle lobby, alla faccia della 'buona politica' o della politica verso i cittadini in genere.

D'altronde, se il popolo non ha il pane, che si mangi un BigMac!!!