L'ha detto la maestra, lei non dice mai bugie

Mamme, papà: la fragilità dei minori non sia terra di conquista degli altri

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Considerazioni

Stamattina, una come tutte le altre, io e mia figlia - di tre anni e mezzo, ndr - ci stavamo preparando per andare lei a scuola e io a lavoro. Dopo la colazione andiamo a lavarci i denti e lei nota che fuori è dannatamente buio. Mi chiede se è perché sta per piovere e io le dico di si. Quindi mi spiega che 'Adesso è buio e poi viene la pioggia, perché le nuvole si sono mangiate il sole. L'hanno morso e lui adesso piange e fa la pioggia!'. Poiché io non so dire bugie e non ho certo intenzione di iniziare a raccontarle a mia figlia, le ho risposto 'Amore, non credo sia esattamente così'. E lei ha ribattuto: 'No papà, me l'ha detto N. - una delle sue insegnanti - e lei non dice mai bugie, quindi è vero'.

La cosa buffa è che proprio ieri alla scuola materna - dove ha appena iniziato - mi hanno chiesto se partecipava all'insegnamento della religione cattolica. Lasciate stare tutte le frottole che vi raccontano, che insegnano religione in generale, storia delle religioni o addirittura teologia: insegnano religione cattolica, punto. E, in ogni caso, io sono contrario all'insegnamento della religione in qualunque forma. Più tardi i minori vengono a conoscenza di religione, superstizioni, oroscopo, etc, meglio è. Anche perché alla fine la domanda del minore non potrà che essere: 'Ma questa roba è vera o è di fantasia?'. Domanda che ci sarà solo nel migliore dei casi, perché non vedo in giro tanti bambini che si chiedono se Peppa Pig, le Winx e SpiderMan siano reali o di fantasia. Anzi, vi assicuro che per loro è tutta roba 'reale', perché gli piace e vogliono che sia così, anche se poi giocano a 'volare come le Winx' procurandosi lacerazioni che richiedono due punti di sutura - ogni riferimento alla scalmanata di mia figlia è puramente casuale - e se si fanno male se la prendono con la formula 'potere delle Fate' probabilmente pronunciata male.

E poi, non capisco: già subito, dal secondo giorno, si parte con l'insegnamento della religione? Bambini disperati, in tanti piangono perché non conoscono quell'ambiente, per la novità, per il distacco dai genitori a cui viene subito offerto il fantastico mondo della religione, 'pregare per credere'.

Che poi, quale è l'utilità di inserire la religione in una materna? Capisco che i genitori sono tutti nati e cresciuti a pane e crocifisso, che per loro 'che male c'è', che 'l'Italia è un paese cattolico' - e chi lo dice è solo un povero ignorante - e che per questo non si ribellano e anzi partecipano all'ora di religione. Ma come possono accettare che sin dalle prime battute scolastiche i bambini siano esposti a cose più grandi di loro, a concetti che possono turbare definitivamente la loro vita? Oggi la religione, sempre oggi il sesso, magari domani la droga.

Non si può, non si deve. Anche perché se mai un domani si vorrà insegnare che non c'è nulla di male nelle droghe leggere, alla fine si insegnerà loro a guardare con interesse e positività ad esse, che poi è lo stesso motivo per cui si vuole insegnare la teoria gender sin da piccoli, affinché siano favorevoli senza porsi troppe domande.

Riepilogando: sesso si, cambio di sesso si, religione si, mentre spiegare realmente il perché della pioggia, del sole, della notte no. E poi si chiedono perché l'Italia sia uno dei paesi con il più alto analfabetismo funzionale e la più alta diffusione di bufale.

La scuola deve insegnare solo le materie alla base della conoscenza e della società, tra cui di certo non c'è la religione! E deve dire sempre e solo la verità ai bambini, a qualunque costo.

E il motivo alla fine è sempre quello: quando a scuola si espone una teoria ad un bambino non gli si presenta in modo 'asettico' un fenomeno di costume su cui decidere, ma gli si presenta un modello in cui credere, perché lo dice la maestra e lei non dice mai bugie.