Olimpiadi Roma 2024: la scelta di Virginia Raggi

Dibattito acceso e fari puntati sulla capitale, a meno di un mese dalla decisione ufficiale del sindaco di Roma

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Considerazioni

Ancora una volta è uno scontro tra due fazioni, il fronte del 'Si' e il fronte del 'No'. Ma questa volta non si parla di trivelle, non è un Referendum Costituzionale, ma è la tormentata scelta sulla candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi 2024. Il commissario dei commissari del M5S, cioè quel Beppe Grillo più entità pubblica che singolo uomo, ha mandato un chiaro messaggio a Virginia Raggi: queste Olimpiadi non s'hanno da fare. E questo nonostante Luigi Di Maio avesse detto che in caso di vittoria le Olimpiadi si sarebbero tenute.

Ma la domanda è questa: decidere per le Olimpiadi è solo questione di scegliere tra un 'Si' ed un 'No', o ci sono dietro più importanti valutazioni? Certamente chiunque ambisca a diventare Presidente del Consiglio, come chiunque sia amministratore di una città come Roma, non può decidere di pancia e deve decidere in base a precise valutazioni. Occorre valutare opportunità, costi, benefici e rischi. E non è agitando la bandiera del 'Si' o del 'No' che si fanno queste analisi. Per intenderci, è troppo semplice ridurla a una lite da bar come si è fatto per il Referendum Costituzionale, soprattutto perché con le Olimpiadi siamo davanti ad una soluzione per certi aspetti nuova: decisione, supervisione, modalità e controllo sarebbero saldamente in mano al Movimento 5 Stelle.

Guardiamo pertanto insieme le ragioni del 'Si' e le ragioni del 'No', tentando poi di smontarle insieme al fine di poter ricostruire un vero giudizio.

LE RAGIONI DEL NO

Le ragioni del 'No' sono abbastanza semplici e più o meno queste: le Olimpiadi costano troppo, si spendono soldi in opere inutili, diventa una 'pappatoia per le mafie', si creano strutture che poi restano incomplete o finiscono completamente abbandonate, si investe in piani straordinari che tolgono risorse all'ordinario, non servono a nulla, ancora paghiamo i debiti del '60 e i mutui di Italia '90 e, per finire, anche Monti nel 2012 decise di ritrare la candidatura italiana per il 2020 bollandola come irresponsabile.

LE RAGIONI DEL SI

Le ragioni del 'Si' sono altrettanto semplici: le Olimpiadi sono una opportunità, creano strutture utili e rilanciano la periferia.

SMONTIAMO LE RAGIONI DEL NO

Partiamo dalle opere inutili e dalle strutture incomplete o che finiscono poi abbandonate: per poter evitare ciò basterebbe convocare un incontro d'urgenza con il CONI per rivedere il piano per le Olimpiadi, cercando di fissare paletti precisi, per assicurare la fattibilità di tutte le opere e per creare impianti e strutture laddove poi possono continuare ad essere operativi o possono essere convertiti. Ad esempio, le strutture per ospitare le delegazioni possono essere progettate per essere subito riconvertite in asili, di cui la capitale ha enorme bisogno, o come nuove scuole. Strutture nuove e antisismiche operative dall'anno scolastico 2024-2025. Certo, sono 8 anni - direte voi - ma fatemi vedere quali progetti alternativi ci sono sul tema.

E, unitamente al primo punto smontato, vediamo l'utilità, il 'non servono a nulla'. E' risaputo che il rilancio delle periferie parte dallo sport. Lo sport crea aggregazione, supera l'emarginazione sociale insegna oltretutto valori di cooperazione e di correttezza. L'entusiasmo di vivere da vicino lo sport e di avere in eredità strutture funzionanti in cui praticare, toglie i ragazzi dalla strada e dalla ricerca di altre distrazioni, spesso legate alla criminalità o comunque a droga e prostituzione. Con una programmazione adeguata di impianti e struttura sulla base della ridestinazione d'uso, si possono ottenere strutture di grande utilità e pregio sociale e culturale.

Passiamo poi agli altri punti tipo 'costano troppo': innanzitutto occorre valutare i costi a carico del CONI e quelli a carico di Roma Capitale. Basterebbe porre un preciso limite - fosse anche zero - ai costi sostenuti dalla Capitale e magari porre una sorta di 'fair play finanziario' anche al budget del CONI, chiedendo un immediato impegno nella valorizzazione degli impianti esistenti e nell'immediato coinvolgimento dei minori nello sport in ottica olimpiadi. Il tutto senza aver paura di un rifiuto del CONI per 'impossibilità a procedere', perché un aut-aut è sempre una scelta rispetto ad un 'No' che non darebbe margine di manovra.

E veniamo quindi al punto più difficile, la 'pappatoia per le mafie'. Sentire questa scusa da chi amministra la città è la cosa che ferisce di più. E' un pò come dire 'non costruiremo scuole perché nelle costruzioni si infiltra la mafia' o ancora 'non assumeremo nessuno perché potrebbe esserci una parentopoli'. Chi è chiamato ad amministrare ha anche un forte potere di controllo. Se non ha l'ardire di fare quando ha in mano il pallino del controllo, quando mai avrà il coraggio di fare qualcosa? Non far diventare le Olimpiadi una pappatoia è una prova di governo, una prova di serietà e capacità e non si dovrebbe scappare da ciò con la coda tra le gambe.

Passiamo quindi al punto 'straordinaio vs ordinario': è corretto dire che la gestione ordinaria è più importante ed aggiungo anche che la gestione straordinaria deve 'caderci addosso' non va procurata da noi stessi. Tuttavia le Olimpiadi non sono una 'gestione straordinaria' ma sono un momento storico e culturale di grande importanza. Da una parte rischia di essere il 'panem et circensis' che distrae dai problemi, ma dall'altra è un impegno verso la collettività per promuovere lo sport, la sana competizione, la collaborazione e i valori sportivi. Non dimentichiamoci che le Olimpiadi sono le due atlete ammesse alla finale perché si sono aiutate a vicenda, non sono trasferimenti milionari da un club di calcio all'altro. E poi a Roma c'è una doppia chiave di lettura: c'è il Giubileo nel 2025 e quindi la città dovrà predisporsi a molti interventi, se non intende dichiarare guerra al Vaticano, nei prossimi 9 anni. Per questo motivo le Olimpiadi possono essere una occasione per portarsi avanti ed essere già pronti. Anzi, fossi nel sindaco ciò che fare sarebbe predisporre un piano straordinario di trasporti e sicurezza, quest'ultimo messo in atto con l'esercito, in accordo con il Ministero degl Interni per un graduale passaggio del piano da straordinario ad ordinario. Ancora un aut-aut, se volete, ma finalizzato a ripristinare sicurezza e fiducia a Roma.

Passiamo infine al discorso debiti e Monti. Innanzitutto ricordate cosa ha fatto il Governo Monti, prima di accogliere a braccia aperte una decisione simile alla sua! Ma senza sventolare bandiere, passiamo ai debiti. Se si fa quanto detto sopra, si può arrivare al punto di non avere debiti o di averli investiti in sicurezza, trasporti e rilancio delle periferie. Quindi non sarebbero debiti ma sarebbe gestione evolutiva della città. Inoltre basterebbe chiedere al Governo di alleggerire la posizione debitoria di Roma, ad esempio intervenendo a qualsiasi titolo garantendo la rinegoziazione del debito. Ancora un aut-aut, se volete. Ma la politica non è anche questo?

SMONTIAMO LE RAGIONI DEL SI

Per smontare le ragioni del Si basta dire che girano troppi soldi per colpa della corruzione e che è impossibile controllare. E' impossibile fare qualcosa di buono, è impossibile partecipare ad una manifestazione 'a perdere' perché si vuole guadagnare su tutto: sulla scuola, sull'EXPO, sulle Olimpiadi. E se per caso dite 'ma allora, se non possono porre fine a tutto questo, perché si candidano' allora vi dico che tutto è impresa, anche la politica e quindi si vuole guadagnare anche su quella.

CONCLUSIONI

In conclusione: si ha il potere, si ha il controllo, si ha voce in capitolo e si ha la possibilità di porre condizioni 'prendere o lasciare'. Una cosa è certa: se i grillini non hanno la capacità di gestire un paese o anche solo Roma, se non hanno la capacità di gestire anche soltanto le Olimpiadi, allora è meglio che lascino stare, perché l'ignoranza fa più danni della mafia. Altrimenti si potrà convocare Malagò, Alfano e Renzi - magari anche in streaming, però senza Marra, Muraro & co - e porre le condizioni dette su. Oppure si potrà obbedire ancora una volta a Grillo, che dice 'nessun accordo'. Mi ricorda un pò Marzo 2013, quando si andò a parlare con Bersani e invece di portare punti irrinunciabili in cambio di una ipotetica fiducia, si andò a parlare di Ballarò portando poi al Governo Letta prima e Renzi poi.

Secondo voi, come andrà a finire questa volta?