Perchè in Italia si muore di terremoto?

Una tragedia che poteva essere evitata, la colpa è tutta di...

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Considerazioni

In Italia si muore di terremoto. Sarà un luogo comune, ma una scossa che in Giappone non sortirebbe molta preoccupazione, in Italia si trasforma in strage. La verità è che non è il terremoto che uccide, ma ad uccidere sono le case costruite dall'uomo. Le case costruite male.

Si fa polemica su tutto, si fa polemica sulle leggi per la ristrutturazione, si fa polemica sui campanili del XII secolo che restano in piedi mentre crollano gli ospedali in cemento armato. Nel mentre parte l'ennesima raccolta fondi, perché in Italia esiste un fondo per le emergenze ma è troppo limitato, esiste la solidarietà ma viene subito sopraffatta dagli sciacalli. E gli sciacalli avranno bisogno di molti più fondi, quindi donate.

Voi potrete pensate "ma che c'entra?", ma il problema italiano è sempre lo stesso: non c'è nobiltà nel lavoro, non c'è cultura della legalità, non c'è senso civico o del dovere. Si pretende che la casa sia un diritto senza condizioni, che non ci siano sfratti, che lo Stato provveda alla spesa di tutti incondizionatamente, che lo stato agevoli le spese che vanno fatte.

La soluzione invece si trova sulla strada opposta, una strada piena di difficoltà e di insidie. Ad esempio, si dovrebbe imporre una revisione periodica degli edifici da parte dell'ufficio tecnico con messa in mora per gli edifici al limite e sfratti immediati dagli edifici non a norma. Il pericolo però è dato da criminalità e politica, perché l'ufficio tecnico avrebbe un potere immenso, anche se questo si potrebbe risolvere con politiche di assegnamenti a distanza di breve durata e con scarso preavviso. In pratica controllori a sorpresa, con pesanti sanzioni penali per la tentata corruzione o la mancata denuncia di essa. Poi serve eliminare ogni agevolazione, ogni defiscalizzazione o detrazione. Ristrutturare casa è una esigenza come può esserlo cambiare auto o pagarsi una operazione chirurgica o una riabilitazione. Chi compra casa deve esserne cosciente, chi se l'è costruita da solo ha tratto i suoi benefici fino ad oggi, ma non deve confondere usi a abusi di decenni fa con dei diritti intoccabili. Oggi le case hanno come valore aggiunto la classe energetica o l'ampia vetrata. Il valore aggiunto deve diventare la stabilità e i parametri antisismici, la qualità delle fondamenta e della struttura portante. In parole povere, il valore aggiunto deve essere la bassa probabilità di dover intervenire in modo pesante e troppo costoso.

E chi non può permetterselo? Mi dispiace ma occorre entrare nell'ottica che la spesa è per chi può permettersela, e se davvero si vuole riconoscere a tutti il diritto di spendere, allora occorre promuovere e difendere il diritto al lavoro. Se una famiglia media di quattro persone che non paga l'affitto non può permettersi di pagare un mutuo di ritrutturazione da 200€ al mese, probabilmente è perché i due adulti non lavorano entrambi e chi lavora guadagna meno di 800€. Quindi o è sottopagato o non è impiegato a tempo pieno. Questa famiglia va aiutata non con i soldi, ma con un lavoro. Devono poter avere un lavoro con uno stipendio dignitoso, che gli consenta di avere un mutuo da 200€ al mese. Devono, se lo vogliono, poter lavorare entrambi, per poter passare da una vita di miseria e tentennamenti ad una vita agiata e socialmente adeguata.

E il lavoro, paradossalmente, può arrivare dalla stessa edilizia. L'Italia ha visto importanti fasi di sviluppo legate al mondo dell'edilizia, solo che poi si è arrivati ai cantieri per tirare su palazzoni fatti al risparmio sulle strutture con manodopera in nero e possibilmente costituita da stranieri sottopagati senza nessun requisito di sicurezza, e chi si faceva male veniva accompagnato e abbandonato fuori da un pronto soccorso con il divieto di parlare. Si, esatto: proprio quelle costruzioni che attendono di implodere al prossimo terremoto mietendo centinaia di vittime, tanto la colpa sarà del governo, delle mancate detrazioni e delle scie elettromagnetiche, che hanno di recente sostituito le - ormai fuori moda - scie chimiche.

Dunque abbiamo due scelte: continuare a dare colpe ed a pretendere che ci siano diritti superiori persino alla sicurezza e che si possa spendere da disoccupati, oppure si inizia a capire che il lavoro si paga, che gli adeguamenti vanno fatti e che i diritti sono la conseguenza di una politica sociale vincente.

Dopodichè, si potrà anche morire al prossimo terremoto, ma almeno lo si farà con la coscienza di aver fatto tutto il necessario e il possibile per la sicurezza nostra e dei nostri figli.