Nursery aziendali, una risposta concreta ai problemi di natalità

La natalità ai minimi mondiali si sconfigge con la cultura della famiglia soprattutto sui luoghi di lavoro

L’Italia è praticamente il paese con il più basso tasso di natalità al mondo. Secondo il CIA World Factbook, nel 2009 l’Italia si classificava al 192° posto, davanti solo a Giappone e Hong Kong. Sono tanti i motivi che potrebbero giustificare questa autentica crisi, dalla instabilità economica alla precarietà, dalla carenza di servizi soprattutto nelle grandi città al senso di sfiducia generale, dalla crisi dei matrimoni ad un mondo del lavoro che ancora oggi non solo non propone soluzioni ma ancora applica disparità di trattamenti tra uomini e donne e tende a discriminare la donna per il suo ruolo di madre, un ruolo naturale vissuto come qualcosa in contrasto con le esigenze di guadagno e di riduzione dei costi dovuti all’attuale modello economico.

Per questo motivo ritengo che l’unico modo per superare questa arretratezza culturale sia abituare ad un nuovo modo di vedere la società, creando i presupposti necessari ma anche facendo si che le esigenze più naturali siano viste come diritti e non come concessioni. Occorre capire che fino a quando una esigenza sarà vista come un corpo estraneo, non normato e non normale, allora continuerà a vivere di quella straordinarietà che da fattore positivo – come nel caso della genitorialità – diventa fattore negativo e penalizzante.

Consentitemi un paragone che suona quasi come un insulto ma che aiuti a capire lo spirito di questa proposta: la presenza dei bagni per i dipendenti negli uffici e nei negozi. La presenza dei bagni non è – e non può essere obbligatoria - solo per quegli esercizi in cui il personale ha turni minimi di un certo numero di ore e l’uso deve essere adeguato alle naturali esigenze dei lavoratori, che gli stessi usino il bagno o meno. Allo stesso modo occorre pensare anche ad altri servizi che possano rispondere a naturale esigenze di un lavoratore. E se questo avviene oggi alla Camera ed al Senato della Repubblica Italiana, a maggior ragione si deve riconoscere questo diritto a tutti i cittadini.

Occorre introdurre innovazioni legislative capaci di guardare ad un nuovo modo di concepire il mercato del lavoro e il diritto alla famiglia di ciascun individuo, compiendo un grande balzo in avanti nel modo di interpretare e difendere i diritti umani, dei minori e delle famiglie.

Come sempre, essendo una proposta molto complessa - che, ci tengo a dirlo, è perfettamente in linea con la mia idea di Politica Sostenibile - soprattutto per quei lavori che prevedono personale in continuo movimento, ogni suggerimento è ben accetto!

PROPOSTA DI LEGGE

Obbligo per le aziende di adibire nursery attrezzate per i dipendenti (Norme per il sostengo alla natalità e per le pari opportunità - Bozza)

Art. 1

(Campo di applicazione) 1. Le disposizioni della presente legge si intendono valide per tutte le realtà imprenditoriali e aziendali e per tutti i contratti di lavoro con turni superiori alle tre ore. 2. Le disposizioni della presente legge non si applicano ai contratti di prestazione occasionale da parte di privati, come ad esempio l’intervento di un idraulico, di un elettricista, di un antennista etc; in questi casi le disposizioni di cui alla presente legge sono da intendersi a carico dell’azienda per cui lavora il tecnico.

Art. 2

(Nursery) 1. Ai fini della presente legge si definisce nursery uno spazio adeguato ad ospitare uno o più minori di età inferiore ai 6 anni adeguatamente attrezzato. Il numero di minori ospitabili all’interno della nursery verrà di seguito chiamato ‘posto disponibile’. 2. La nursery deve garantire uno spazio minimo di 5 mq per ogni posto disponibile con una superficie minima di 25mq, escluse le zone di servizio. 3. La nursery deve avere un idoneo impianto di areazione e climatizzazione ed essere sufficientemente illuminato 4. La nursery deve disporre di servizi igienici adeguatamente dimensionati 5. All’interno della nursery deve essere presente pavimentazione anti-trauma nell’area destinata al gioco, almeno un fasciatoio ogni 10 posti disponibili, un materassino per ogni posto disponibile, un adeguato numero di tavolini e sedie bassi (da 4 ad 8 posti per ogni postazione), divanetti o poltrone per adulti per un totale di almeno una seduta per ogni quattro posti disponibili, un fornetto scaldavivande. 6. La nursery deve essere dotata di impianto di videosorveglianza e di tutte le dotazioni di sicurezza necessarie (DSP anti-incendio etc). 7. La nursery può essere ricavate all’interno di altre strutture private (e.g.: asili privati, etc) o all’interno dei locali aziendali.

Art. 3

(Obblighi per il datore di lavoro) 1. Ogni datore di lavoro, indipendentemente dal tipo di contratto, dall’età e dal sesso dei dipendenti e coerentemente a quanto previsto all’art.1 della presente legge, ha l’obbligo di predisporre uno spazio attrezzato da adibire a nursery da mettere a disposizione dei propri dipendenti (di seguito riferita come ‘nursery’). 2. Ogni datore di lavoro ha il dovere di garantire 1 posto disponibile se con non più di 5 dipendenti, 2 posti disponibili se con non più di 15 dipendenti e 3 posti disponibili se con meno di 50 dipendenti. Per le aziende con 50 o più dipendenti, dovrà essere garantito un ulteriore posto ogni 50 dipendenti (e.g.: una azienda con 500 dipendenti dovrà garantire 500/50=10+3=13 posti) 3. Ogni datore di lavoro dovrà garantire la disponibilità della nursery in prossimità della sede aziendale o lavorativa e non oltre la distanza di 500 metri. 4. Più aziende, attività commerciali etc. potranno condividere una nursery secondo accordi che dovranno essere formalizzati tramite scrittura privata e che dovranno rispettare il numero totale di posti disponibili fermo restando la non sommabilità dei primi 3 (e.g.: tre negozi con 15 dipendenti ciascuno non dovranno garantire 3*2=6 posti disponibili ma dovranno garantire 3 posti disponibili, considerando complessivamente 45 dipendenti; 4 negozi da 15 dipendenti dovranno garantire 3+1=4 posti disponibili). 5. Il datore di lavoro non è responsabile di incidenti o altri accadimenti all’interno della nursery che non siano imputabili a negligenza, incuria o a mancata messa a norma e in sicurezza dei locali. 6. I costi di gestione dei locali sono a carico del datore di lavoro.

Art. 4

(Diritti e doveri dei dipendenti) 1. Tutti i dipendenti hanno il diritto di usufruire della nursery, previo preavviso al datore di lavoro e per minori che ricadono sotto la propria tutela legale. 2. I dipendenti hanno l’obbligo di garantire la presenza di personale che prenda in custodia i minori (e.g.: baby sitter); il costo del personale è a proprio carico e potrà essere condiviso tra più genitori, fermo restando l’obbligatorietà di almeno un addetto al baby sitting ogni quattro bambini al massimo. 3. I dipendenti hanno diritto a “permessi nursery” da sfruttare esclusivamente per recarsi nella nursery (e.g.: allattamento, altro). In particolare, i dipendenti potranno fruire del congedo parentale nella misura di 5 minuti per ogni ora lavorata e per turni di non meno di tre ore più il tempo necessario al raggiungimento della nursery, calcolato come 2 minuto e 30 secondi ogni 100 metri di distanza tra il posto di lavoro e la nursery e non a fine turno. Il congedo può essere fruito ogni tre ore lavorate (e.g.: per un turno di 6 ore con nursery distante 200 metri, il genitore può fruire dopo 3 ore di 3*5=15+2.5*2 (200mt) = 20 minuti oppure dopo 4 ore di 4*5+2.5*2=25 minuti oppure dopo 5 ore di 5*5+2.5*2=30 minuti; per un turno di 7 ore, si potrà fruire degli stessi permesso oppure di 35 minuti dopo le 6 ore o ancora di due ‘permessy nursery’ di 20 minuti dopo la 3° ora e dopo la 6° ora lavorata). 4. Per i contratti con orario flessibile, il dipendente può recuperare i “permessi nursery” in uscita invece di utilizzare il congedo parentale, sempre che gli orari siano compatibili con il proprio contratto 5. Per i lavoratori della mobilità (tassisti, autisti, etc.), ogni dipendente dovrà essere assegnato ad uno stallo di riferimento nella cui prossimità dovrà essere locata la nursery e il proprio lavoro dovrà essere organizzato in modo da assicurare un rientro allo stallo ogni 3 ore. 6. In caso di trasferte occasionali (e.g.: formazione professionale fuori sede), l’azienda dovrà garantire al dipendente l’appoggio ad una nursery presente nella destinazione lavorativa.

Art. 5

(Norme per l’attrezzaggio di spazi facoltativi) 1. Le aziende potranno concedere l’accesso alle nursery anche a bambini di età superiore ai 6 anni, laddove nell’esclusivo interesse dei propri dipendenti e fermo restando che in caso di insufficienza dei posti la priorità all’accesso alla nursery deve essere data ai minori di 6 anni.

Art. 6

(Sanzioni) 1. Le aziende che non ottemperano alla presente disposizione o che non garantiscono l’accesso alla nursery agli aventi diritto sono soggetti a sanzione amministrativa pari ad € 400.00 per ogni posto non disponibile e per ogni mese di indisponibilità.