Reddito di base incondizionato? La Svizzera ci prova!

Occhi puntati al referendum elvetico del 5 giugno, mentre i robot sfilano in piazza: sostituiranno l'uomo anche nelle manifestazioni?

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Considerazioni

Il 5 giugno, mentre in Italia sarà in gioco il futuro di molte importanti amministrazioni, in Svizzera andrà in onda una storica partita socio-politica: il popolo è chiamato a rispondere ad un referendum per il reddito minimo incondizionato. In pratica, si deciderà se dare a chiunque un reddito di base, indipendentemente da ogni parametro e cioè anche a chi non vuole lavorare e rifiuta eventuali proposte.

I promotori sono scesi in piazza ieri, primo maggio, vestiti da robot che chiedevano un reddito di base per gli umani. Secondo loro robotica, automazione industriale e informatica sono destinati a rimpiazzare il lavoro umano, destinato a scomparire. E quindi ritengono che sia giusto che le persone abbiano di che vivere mentre i robot lavorano.

E' proprio così?

Alcune cose sono vere, alcuni concetti giusti. Ma non bisogna distorcere la realtà delle cose. Io stesso avevo lanciato un allarme riguardo una previsione del World Economic Forum che prevedeva un aumento della disoccupazione del 37% a causa proprio della robotica e dell'informatica. Ma questo sarebbe vero nel mercato del lavoro odierno, non certo in un modello per il Lavoro Sostenibile, come quello che teorizzo da diverso tempo.

Innanzitutto robot e informatica non vanno avanti da soli. E non è nemmeno immaginabile che gli ingegneri e i tecnici informati, robotici, etc. continuino a lavorare mentre gli altri stanno in vacanza, "tanto ci sono i robot". In fondo basta vedere il mondo di oggi e quello di 40 anni fa, quando Internet nemmeno c'era, prima della terza rivoluzione industriale. O andare ancora più indietro nel tempo e paragonarlo a quello di un secolo e mezzo fa, ai tempi della seconda rivoluzione industriale, o tornare ancora dietro alla prima rivoluzione industriale.

Il lavoro c'è sempre stato e ci sarà sempre, a meno che non vogliamo immaginare un futuro alla Matrix o alla Terminator in cui l'uomo non servirà più e dovrà soccombere alla troppo cresciuta intelligenza delle macchine. E, ovviamente, a meno di una invasione aliena, una apocalissi di zombie e scenari simili!!!

Il lavoro c'è sempre stato e ci sarà sempre. Le domande in realtà sono altre: che tipo di lavoro sarà? Quanto lavoro ci sarà? Il modello dell'impiego, il modello fiscale e il sistema scolastico sono pronti ad assorbire gli inevitabili cambiamenti a cui stiamo già assistendo?

Dire "ci penseranno i robot", aggiungere "non importa se uno non vuole lavorare", diventa una forma di separazione della razza umana in due sottogruppi: da una parte i fancazzisti a cui basta avere da mangiare e da bere e il tempo libero per stare con gli amici "cazzomene", dall'altra chi vuole realizzarsi e realizzare o chi banalmente sogna ricchezze spropositate. Anche se, a ben pensarci, al giorno d'oggi non è certo il lavoro a fare l'uomo ricco! Semplicemente irrealizzabile e non auspicabile!

In conclusione, è vero: molto lavoro sarà automatizzato, molte mansioni potranno essere assegnate alle macchine - soprattutto quelle più ripetitive - e ci sarà sempre meno lavoro, almeno nei prossimi decenni. Per questo motivo non bisogna creare una poltrona per i più pigri ma serve entrare in un nuovo mondo, un mondo che sia sostenibile sotto ogni punto di vista, compreso quello lavorativo!

P.S.: si parla di 2.230€ a cittadino adulto più 130€ a settimana (550€ al mese) a bambino. Per una famiglia di 4 persone si parla di 5.500€ al mese. Se il 5 giugno il referendum passa preparate le valigie!!!