Il trionfo dell'uguaglianza

Racconto liberamente ispirato

Sezione:

Pubblicazioni

IN QUALCHE TEMPO

"Tutti gli umani sono uguali... Tutti gli umani sono procreatori... Tutti gli umani sono impiegati... Tutti gli uomini sono benestanti... Tutti gli umani sono..."

L'altoparlante diffonde nell'aria con ritmica cadenza e senza pausa alcuna i precetti dell'umano diritto, nato dalla cosciente assunzione di uguaglianza. Regole introdotte dall'uomo per difendere i diritti dell'uomo e i principi universali di uguaglianza, che sono il cardine della società per come oggi la conosciamo. Regole che hanno salvato e preservato l'umanità e che tutti abbiamo il dovere di seguire.

DAL LIBRO DELL'UGUAGLIANZA

Ci fu un tempo in cui si decise che tutti gli uomini e le donne sono uguali.

L'idea era buona, ma non bastava. Si parlava troppo di uomini e di donne e questo creava disuguaglianza. Così si decise: niente uomo, niente donna, solo umani. L'abolizione della distinzione nel parlato poteva davvero segnare la svolta nella mentalità delle persone e nel comportamento verso l'uno o l'altro sesso, serviva cambiare. Solo "umani".

L'idea era buona, ma non bastava. Ogni tanto, nella vita di coppia di due umani, uno dei due procreava. La procreazione era uno strano e innaturale processo differenziatorio che di tanto in tanto portava la donna, sottospecie del genere umano, a lunghi periodi di "inoperosità" o di generica difficoltà. Pertanto ciò poneva la donna in uno stato di presunta inferiorità, soprattutto nel mondo del lavoro e questo creava disuguaglianza. Così si decise: niente padre e niente madre, solo genitori. Essi vanno in congedo di maternità, entrambi, dal momento esatto della constatazione di una gravidanza al compimento del terzo mese di vita del bambino. Solo "genitori".

L'idea era buona, ma non bastava. Coloro i quali decidevano di sacrificare la vita di coppia o che erano sterili e incapaci a procreare godevano di un occhi di riguardo nel mercato del lavoro, sebbene soffrivano a livello personale e questo creava disuguaglianza. Così si decise: niente genitori e non genitori, solo procreatori. Tutti venivano sterilizzati alla nascita e ad ogni adulto tra i 15 e i 45 veniva data la possibilità di tre procreazioni in provetta nel corso dei 30 anni, distanziate un minimo di 10 anni l'una dall'altro. Al di fuori di queste opportunità, restava l'obbligo del congedo ma si perdeva la possibilità di avere un figlio. Solo "procreatori".

L'idea era buona, ma ancora non bastava. Nel mondo c'erano umani grassi e umani magri, umani belli e umani brutti, umani bianchi e umani neri, e questo creava disuguaglianza. Così si decise: niente belli, niente brutti, solo unità. Gli umani quindi furono sottoposti a severi controlli nutrizionali, in cui vigeva il divieto di mangiare se si superavano determinati indici corporei e costretti a una depilazione completa, compresi anche capelli e sopracciglia e alla colorazione della pelle. Solo "unità".

L'idea era buona, ma ancora non bastava. Chi lavorava aveva degli svantaggi rispetto a chi non lavorava nella gestione dei figli, mentre chi non lavorava aveva delle difficoltà economiche e questo creava disuguaglianza. Così si decise: niente lavoratori, niente disoccupati, solo impiegati. Tutti avevano un lavoro predeterminato da eseguire continuativamente per 50 anni, dai 20 ai 70 anni di età, tutti con lo stesso stipendio. Solo "impiegati".

L'idea era buona, ma ancora non bastava. Chi aveva dei figli spendeva di più di chi non li aveva, e chi sapeva gestirsi meglio economicamente viveva meglio di chi non lo sapeva fare e questo creava disuguaglianza. Così si decise: niente poveri, niente ricchi, solo benestanti. Lo stipendio fu revocato e ogni famiglia riceveva direttamente ciò di cui doveva cibarsi e ciò di cui doveva vestirsi. Ogni attività extra lavorativa veniva quindi gestita opportunamente da un apposito servizio al cittadino. Solo benestanti.

L'idea era buona, ma ancora non bastava. Il grado di istruzione e le imposizioni culturali erano ancora diverse da famiglia a famiglia, e i single vivevano diversamente da chi aveva una relazione stabile e questo creava disuguaglianza. Così si decise: niente bambini, niente adolescenti, solo pre-unità. Le pre-unità venivano cresciute in apposite strutture che li avrebbero preparati in modo asettico e li avrebbero ceduti al mondo del lavoro non appena maggiorenni e già accoppiati. Solo "pre-unità".

L'idea era buona, ma ancora non bastava...

DRIIINNNN!!!!

La sveglia, che ore sono? Uhm... Che giorno è? Dove mi trovo? Mi sento così intontito... E quello cosa diavolo era? Era un sogno o una forma di veggenza? Un incubo o una speranza? Una paura o una latente consapevolezza?

Poi, fortunatamente, ritrovo lucidità e penso: tutti lavoravano!!! Sicuramente, allora, era solo "fantascienza"...