Il giusto prezzo per il tuo voto è...

Alcuni offrono 50€, altri fino a 500€, altri ancora un vitalizio. Quale è il giusto prezzo?

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Considerazioni

Chi segue il gossip italiano, impropriamente chiamato "politica", avrà sicuramente letto della nuova campagna del Movimento 5 Stelle contro Renzi sul "bonus cultura" da 500€ previsto per i neo maggiorenni. Grillo infatti ha lanciato sul suo blog l'hashtag #A18VotoM5S - che ha sostituito il precedente #TienitiIlTuoBonus, meno adatto al marketing 5S - , come segno di protesta dei giovani che in procinto di compiere la maggiore età vogliono così dichiarare che non si faranno comprare il voto dal bonus. Non è la prima volta che si contesta a Renzi di voler comprare i voti per una modica cifra; già era capitato con il famoso bonus di 80€, che ha fruttato ai titolari di redditi più bassi un aumento fino a quasi 1000€ l'anno. E anche allora il M5S era insorto per questo tentativo di comprare i voti.

E allora mi domando: una misura economica del tipo "diamo soldi a...", è comprare i voti? Se lo è, togliamoci i paraocchi ed applichiamolo a tutti partiti politici.

E allora non può non saltare all'occhio che il M5S basa tutta la sua strategia politica sul Reddito di Cittadinanza, cioè "dare soldi a...":
- ai 18-enni fino a quando trovano lavoro
- a chi il lavoro ce l'ha, se lo perde
- a chi il lavoro non ce l'ha, anche se non più giovanissimo
- a chi ha una pensione troppo bassa, affinchè raggiunga un reddito minimo

Così ecco che applicando i criteri di giudizio del M5S emerge che il M5S vuole comprare i voti di diciottenni, disoccupati, redditi bassi e pensionati. E allora, visto che il M5S ormai non è più "beppegrillo.it" e visto che cammina sulle sue gambe, se questo è il pensiero di Grillo su chi elargisce soldi, perchè il blog non insorge contro il RdC con un hashtag #M5STienitiIlTuoBonus? Ok, ok, torniamo seri.

Dunque, vediamo il prezzo del voto, iniziando dal listino PD:
- 80€ al mese (fino a 1000€ l'anno) per i lavoratori che hanno un reddito ma non troppo alto
- 500€ una-tantum per un diciottenne
- 80€ al mese (fino a 1000€ l'anno) anche per le forze dell'ordine

Passiamo invece al listino M5S:
- 780€ al mese (fino a 9.500€ l'anno) per i disoccupati dai 18 anni in poi
- cifra non definita per le forze dell'ordine (ma aumento degli investimenti per la difesa)
- tanta onestà e 0€ per i lavoratori

Tralasciamo i listini locali dove difficilmente si superano i 50€ e ancor più raramente si raggiungono i 200€.

Come si può vedere, i due acquirenti - pardon, partiti!!! - si rivolgono a clientele - ehm, elettori!!! - differenti; il PD alla platea dei lavoratori, il M5S al popolo dei disoccupati e dei pensionati. D'altronde, è risaputo che il PD viene da una tradizione sinistra e quindi "operaia" mentre il M5S tende a disconoscere il mondo del lavoro, ma di questo ne parleremo in altra occasione. Diverso è anche il costo delle manovre e l'effetto delle stesse, ma qui si cammina su un campo minato.

Ad esempio, la misura del M5S punta ad un "elettorato fragile", sotto scacco, quello che è più facilmente corruttibile: i disoccupati (e gli aspiranti tali). Questo popolo raccoglie oggi circa 7 milioni di elettori. E' vero che non tutti potrebbero accedere al Reddito di Cittadinanza, ma è anche vero che nessuno di loro lo sa, perchè quasi nessuno ha letto la legge. E poi ci sono i poveri pensionati con la famigerata pensione minima, che potrebbero trovarsi di botto con un aumento di 200€, puro ossigeno. Si parla di oltre 3 milioni di persone, per un totale di 10 milioni di voti, pari ad almeno il 25% degli aventi diritto e numero tale che alle ultime politiche avrebbe mandato il M5S al governo.

Meno furba, da questo punto di vista, la scelta del PD: la sua misura riguarda i lavoratori ma solo una quota parte. Si tratta di circa 10 milioni di lavoratori in totale che beneficeranno di un importo medio che si aggira attorno ai 500€ l'anno. Dunque una misura molto ridotta con un importo che di certo non cambierà la vita a nessuno, e con un una campagna mediatica un pò sottotono, ad esempio senza scagliarsi contro le misure dei rivali politici facendo notare che peseranno esclusivamente sui lavoratori, fingendo di non fare altrettanto.

Nel mercato dei voti dunque chapeau al Movimento 5 Stelle, che non solo fissa un prezzo da "occasione irripetibile", ma lo fa anche in modo molto furbo: si rivolge ad una platea che non ha nulla da perdere e lo fa nascondendo al mondo dei lavoratori che saranno loro a pagare questa misura. Invece il PD fissa un prezzo troppo al ribasso e apre il fianco alla campagna scorretta del M5S che lascia pensare che a pagare saranno le fasce deboli, non solo riferendosi - correttamente - ai servizi ma anche in termini di non concessione del Reddito di Cittadinanza.

Ciò che però nessuna delle due parti dice è che nessuna delle due misure è sostenibile, perchè nessuna genera nulla. Non generano "consumi e dunque stipendi" gli 80€, non lo farà nemmeno il Reddito di Cittadinanza, che invece da una parte aumenterà il numero di persone che vogliono restare a casa a prendersi l'assegno del dolce far nulla, dall'altra vedrà un boom del lavoro nero e delle mafie che sapranno far tesoro di questa regalia, un pò come quelle aziende - e ce ne sono - che hanno rifiutato aumenti ai dipendenti "tanto avete già avuto gli 80€ di Renzi". E con un ingente danno anche al gettito fiscale, e quindi ancora una volta con una riduzione dei servizi.

Ci vogliono convincere che abbiamo bisogno di soldi - e non di servizi - e quando ci mettono in condizione di sentirne un disperato bisogno - togliendoci i servizi essenziali - allora vengono ad offrirci i soldi necessari a comprare ciò che ci hanno tolto. Offrono soldi per comprare il nostro voto, ma in realtà stanno comprando la nostra dignità, i nostri diritti e la nostra libertà.

E allora, se vuoi dare un giusto prezzo al tuo voto, dovrai dare un prezzo alla tua libertà! E quando venderai il tuo voto così come quando ti impegnerai per il voto di un altro, ricordati che stai vendendo o impegnando la tua libertà!