Reddito di Cittadinanza: l'arma perfetta consegnata alle mafie?

La schiavitù andrà di moda: tutti i difetti di una legge sbagliata sin dalle premesse

In Italia la libertà di parola non esiste, come mediamente non esiste la funzione intellettiva. Così, se dici cose costruttive, l'analfabetismo funzionale di cui l'Italia detiene il record mondiale (fonte Beppe Grillo!!!) le rende per nulla interessanti all'italiano medio, mentre se trovi qualcosa che non ti piace e la condividi per approfondire con un titolo "ad effetto", arrivano insulti e minacce di querela persino dal Movimento 5 Stelle, proprio quello che protesta sempre in aula contro bavagli e censura! Se non ci credete, cercate in rete le reazioni alla mia analisi sulle coperture al Reddito di Cittadinanza, in particolare per quanto riguarda il finanziamento pubblico ai partiti.

Ma l'analisi, bonariamente "commissionata" da un attivista M5S a fronte di una mia battuta sulle coperture per questa legge e sulle dichiarazioni di Luigi Di Maio - mentre la fronda fascista dei grillini, unitamente a qualche parlamentare, ha persino insinuato o detto esplicitamente che dietro c'è il PD che mi paga -, non si è fermata alle sole coperture e così eccoci a parlare della misura in se.

Ed eccoci dunque a parlare ancora della proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza depositata al Senato, e del perchè tale misura è, per usare un eufemismo tanto caro agli anti-vaccino, da evitare come la peste!!!

ARMA IN MANO ALLE MAFIE E ALLE LOBBY

In Italia le mafie e le lobby esistono. Lo stesso M5S lo denuncia quotidianamente, non sto scoprendo l'acqua calda. Pertanto non possiamo non inquadrare tale misura nel contesto in cui nasce e cercare di capire come sarà usata. Come vedremo, infatti, se mafie e lobby riescono a radicarsi nei Centri per l'impiego o a costituire le "agenzie" previste dalla legge e ancora a utilizzare aziende costruite appositamente, potranno trovare manodopera a basso costo da impiegare nei loro affari.

Immaginate, ad esempio, un "boss del territorio" che ha diverse attività commerciali e che vuole avere in un colpo solo manodopera a basso costo e rilevanza politica, magari essendo eletto a Sindaco o alla regione, per arrivare domani al Nuovo Senato, in modo da poter decidere misure che si riflettono sul "suo" territorio e a suo vantaggio. Potrebbe facilmente ottenerlo se potesse controllare il Centro per l'impiego o le agenzie ad esso legate, mantenendo i cittadini in un continuo limbo fatto di impieghi fittizi in aziende create ad hoc e destinate a fallire poco dopo e di Reddito di Cittadinanza integrato con del nero. Il tutto in cambio di voti, si intende. Se uno vota correttamente, sa stare zitto, e sa collaborare alla diffusione e al mantenimento di questo costume, allora potrà godere della "protezione" del boss che lo metterà sempre nelle condizioni di ottenere il Reddito di Cittadinanza e saprà anche fargli prendere un "extra", tenendolo lontano da obblighi e fastidi vari.

Perchè le mafie, così come i terroristi, non si armano solo con le pistole, come crede Alessandro Di Battista, e non è parlando loro che i criminale vengono messi sulla retta via. I batteri si diffondono dove c'è il microclima idoneo, e così sono le mafie: se crei un contesto dove possono agire, stai certo che lo faranno!

LA DIGNITA' CEDUTA DA LAVORO E FAMIGLIA AL VILE DENARO

Un altro elemento cardine della manovra, è che pretende di riconoscere la dignità del denaro, ma per farlo la toglie alla famiglia ed al lavoro. Infatti non ci si fà scrupoli a chiamarlo "Reddito di dignità", come se avere i soldi fosse tutto, dal momento che dentro la legge vengono distrutti eticamente e praticamente lavoro e famiglia.

Come vedremo più avanti, la professionalità e il Salario Minimo Orario vengono maltrattati, attivando una asta al ribasso sulla pelle dei lavoratori, e dando un potente strumento di ricatto ai Centri per l'impiego, che se vorranno potranno disporre del disoccupato come vorranno, tenendolo sotto scacco. Davanti alle conseguenze del Reddito di Cittadinanza, ci sarà da scommettere che saranno sempre più le persone intorno alla soglia di povertà che capiranno che è meglio finire sotto protezione del boss locale che andare a lavorare.

Mentre sulla famiglia il discorso è estremamente complicato: essendo la stessa destrutturata, come si vedrà si creeranno strani effetti soprattutto attorno ai giovani sotto i 25 anni - ma non solo - in quanto le responsabilità sono in una direzione (di genitore in figlio), mentre gli effetti di legge sono nella direzione opposta (di figlio in genitore), creando tra l'altro un grave problema di conflitto di interessi all'interno dei Centri per l'impiego. Lavorando, infatti, in proporzione alla disoccupazione e alla presenza dei requisiti - più ce n'è, meglio è - sarà molto diverso in una famiglia con genitore e figlio disoccupati, perchè impiegare il padre significherà perdere il figlio come "cliente", mentre non sarà vero il contrario! E, anche psicologicamente, immaginate l'impatto sull'equilibrio familiare di questa situazione quando il gioco sarà chiaro a tutti.

ERRORE DI FONDO O DISONESTA' INTELLETTUALE?

Io credo che l'onestà intellettuale sia un prerequisito a cui un "movimento degli onesti", come il M5S pretende di essere, non può rinunciare. Così non posso non criticare la legge sin dalle sue prime parole, quelle contenute nell'articolo 1, relativo alle Finalità, cioè "in attuazione dei princìpi fondamentali... della Costituzione nonché... della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea".

Gli articoli citati infatti non chiedono le misure del Reddito di Cittadinanza; anzi, a dirla tutta, vanno nella direzione opposta. Ad esempio, la Carta dei diritti fondamentali, nel citato art. 34 parla di "accesso a prestazioni e servizi" e al suo interno come ammissibile l'esistenza di persone che possano non disporre di risorse sufficienti.

Stesso discorso per gli articoli 2 e 3 della Costituzione, dove non si può parlare di "attuazione", men che meno sull'articolo 4. Infatti la deduzione che il Reddito di Cittadinanza crea lavoro e quindi attua l'articolo 4 è una affermazione priva di qualsivoglia studio di fondo, modello di simulazione e se vogliamo anche di oggettiva validità. Prendere un "credo che funzionerà" e spacciarlo per attuazione secondo me è disonestà intellettuale, o almeno un pacchiano errore di valutazione. Al contrario, la mia proposta di Lavoro Sostenibile è davvero attuazione, perchè parte da un principio che sfido chiunque a demolire: per mandare avanti la società serve una quantità "minima" di lavoro e se questa quantità viene distributa tra tutti, allora tutti potranno lavorare; al contrario, accentrare troppo lavoro su poche persone crea disoccupazione.

Per non dilungarmi troppo su questo punto evito di approfondire 7 dei 10 articoli della Costituzione citati, mentre sul resto delle finalità, per come già anticipato ritengo che siano solo illazioni o peggio ancora deduzioni completamente errate. Come visto, infatti, è più verosimile ritenere che il Reddito di Cittadinanza possa diventare un incentivo al nero, al lavoro sottopagato e peggio ancora possa una arma sociale consegnata in mano alle mafie e alle lobby.

ANALISI DEGLI ARTICOLI Quella che segue è una breve disamina degli articoli, presentata velocemente e relativa ai punti che meriterebbero di essere approfonditi ma che consentono di sostenere quanto detto fin qui.

Art. 19, Salario minimo: A parte che le misure sono troppo scarne a fronte dell'importanza del tema, occorre registrare la cifra inadeguata di 9€ l'ora lordi rispetto alla soglia di povertà e agli stessi importi previsti dalla legge per i disoccupati. Cioè, per regalare soldi si guarda la soglia di povertà, per onorare il lavoro! E qui si che potremmo citare la Costituzione ma anche la Carta Internazionale dei diritti umani.

Senza contare che non c'è un orario minimo, e quindi nessuno vieta di fare contratti di 5 ore per poi far lavorare 8 ore "se così ti sta bene, bene, altrimenti la porta è quella", dal momento che non esistono controlli e sanzioni sull'orario di lavoro, come da me auspicato in altri articoli. E poi le sanzioni alle aziende sono troppo esigue: quella amministrativa è ridicola, quella penale viene correttamente introdotta, ma non vedo ripercussioni sull'azienda nel breve periodo.

Ma il problema più grosso è che tra prendere le cifre minime che emergono da questa proposta e che saranno sicuramente raggiunte grazie all'asta al ribasso, e la disoccupazione con "tutela del boss di zona", molta gente sarà spinta a scegliere la seconda.

Art. 1, Finalità: come detto, i riferimenti di attuazione sono tutti errati, basta leggere gli articoli citati per vedere che parlano di servizi e infrastrutture per sopperire alla povertà - ammettendola - e non certo di soldi. Senza contare che la povertà non è un fattore meramente di reddito: come deve essere considerato chi ha reddito zero e 100.000€ in banca? Gli errori sulle deduzioni relative a nero, aumento del lavoro e del salario etc saranno evidenti più avanti.

E comunque, il mondo del lavoro, del reddito e della spesa è un ciclo di Carnot: anche nella sua versione più utopica, quella di Luigi Di Maio "pagheremo il Reddito di Cittadinanza tagliando stipendi, tanto quelli che licenziamo avranno il Reddito di Cittadinanza", il bilancio economico finale sarà minore del bilancio economico iniziale, cioè nel ciclo si saranno persi dei soldi, e questo è il motivo per cui il Reddito di Cittadinanza non può creare reddito!!!

Art. 9, Obblighi: leggendo bene si può verificare che non è espresso alcun obbligo reale, ma solo obblighi potenziali legati comunque al Centro per l'Impiego; nessun obbligo minimo, blande misure di controllo, assenza di regolamentazione specifica per i Centri per l'impiego e le agenzie subordinate. Come detto, basta che il Centro per l'Impiego sia nelle mani sbagliate e si potranno distribuire soldi e favori a piacimento. Un esempio di obblighi? Ad esempio, nella mia proposta sulle 5C, che realmente attua agli articoli della Costituzione citati all'art. 1, sono previste 20 ore di formazione - per aumentare la flessibilità e il rinnovamento dei lavoratori - e 20 ore di "attività socialmente utili", per un totale pari a 40 ore settimanali, al pari di un lavoro a tempo pieno. Questa misura sottrarrebbe sicuramente la potenziale risorsa al mercato nero!!! Senza una misura di questo tipo la legge è più che debole.

Art. 11, Obblighi e Art. 12, Decadenza: signore e signori, eccoci davanti ad un autentico cappio al collo per tutti noi!!! E anche alla preannunciata asta al ribasso a favore delle imprese, soprattutto con il bene placido delle agenzie e dei Centri per l'impiego. Infatti, sono previsti requisiti di "professionalità" da rispettare, ma dopo un anno senza lavoro decadono. Non solo: l'offerta è "economicamente congrua" non se ad un medico o ingegnere si offrono 40.000€, se per un lavoro altamente qualificato o rischioso si offrono 40.000€, ma se si offre almeno l'80% dell'ultimo stipendio preso e comunque sotto i 26.400€ annui (il calcolo è sulla base dell'80% indicato sul massimo di 3.000€ applicato a 13 mensilità, ma potrebbero essere solo 12!!!). Quindi, riepilogando, se un ingegnere perde un lavoro da 45.000€, allora l'offerta di 26.400€ per fare lo stesso lavoro è congrua, e dopo un anno diventa congrua anche l'offerta di andare a pulire i bagni pubblici e se anche ti danno 26.400€ per farlo ma ti licenziano, ridiventa congrua il giorno dopo l'offerta di pulire gli stessi bagni a 21.120€ lordi annui!!! Se poi si riferiscono a 12 mensilità, la cifra scende ancora! Cifra che tra l'altro non dipende dalla composizione del nucleo familiare, al contrario dell'assegno di Reddito di Cittadinanza. Quasi dimenticavo il limite di mobilità: entro i 50km e massimo 80 minuti per recarsi al lavoro, calcolati al netto di ritardi e scioperi e spero complessivamente, perchè se riteniamo 3 ore di viaggio al giorno accettabili per una proposta che intende dare dignità...

Tuttavia, se devi fare attività socialmente utili, quelle previste agli obblighi di cui all'art. 9, la professionalità è richiesta, altrimenti gli fai schifo!!! E in ogni caso, indovinate chi ha il potere supremo di decidere se la professionalità è consona al ruolo? Il Centro per l'impiego!!! L'ente non regolato, i cui compiti sono derogabili ad agenzie e tale che se si prende il potere si controlla il territorio!!!

Art. 10, Inserimento lavorativo: leggendo fino a metà della misura, sembra che vogliano mandarci tutti a zappare. Leggendo la restante metà, sembra che vogliano farci diventare tutti imprenditori. Dunque: imprenditori o zappatori, questo è il problema. Che sia più nobile zappare o accedere a fondi e poi, una volta fallita l'azienda, riaccedere al Reddito di Cittadinanza? Scusate la parentesi shakespeariana...

Art. 13, Diritto all'abitazione: per come è posto il concetto di abitazione, il Reddito di Cittadinanza serve più per garantire i profitti dei palazzinari e delle banche mutuanti. Altro che "attuazione" delle disposizioni inerenti "servizi e prestazioni"!

Art. 17, Incentivi: mi sembra quando un figlio dice ad un padre "ho fatto il bravo, merito un premio". Sicuramente i bambini bravi vanno gratificati, ma comportarsi bene non può essere vista come un "extra", ma come un requisito irrinunciabile. Pertanto se un comportamento agevola il Reddito di Cittadinanza allora questo dovrebbe essere un obbligo, così come il contrario deve essere severamente punito. E l'obbligo principale deve essere quello delle transazioni economiche rintracciabili, sebbene si dovrebbe andare su conti bancari o postali classici e non su carte prepagate. Per quanto riguarda la denuncia di situazioni di nero, la "maggiorazione" è irrisoria rispetto al surplus di nero che possono tirare.

Art. 18: Pur volendo ammettere che il Reddito di Cittadinanza è attuazione della Costituzione, dal momento che è addirittura un comma della legge, far decadere il diritto diventa una palese violazione dei diritti sanciti dalla Costituzione. Un pericoloso loop che porterà sicuramente a migliaia di cause contro lo Stato.

Ma il meglio arriva al punto 6, con gli immancabili incentivi alle imprese. Caro boss di zona, quanto sarà bello creare imprese a costo zero per dare lavoro e poi fallire e ridare i requisiti ai tuoi schiavi?

Altro, in ordine sparso, si parla anche di vari "progetti finanziati", che però sono ulteriori voci di spesa che riferiscono a contenitori vuoti di cui non è possibile preventivare utilità e benefici e che probabilmente sostituiranno gli enti inutili non nelle funzioni, quanto nell'inutilità! Ancora resta poco chiara l'esigenza del sistema centrale nazionale, dal momento che la gestione delle risorse ha carattere prevalentemente territoriale, fatto salvo chi è disponibile al trasferimento, cosa che potrebbe portare allo svuotamento delle province povere. Immaginate il siciliano che si dice disposto ad andare a Roma, tanto se lo mandano con il lavoro può pagare casa, e se poi resta senza lavoro, grazie all'art. 13 "una soluzione si trova".

Ancora, sull'Art. 4, Beneficiari e requisiti, mi incuriosisce la parte relativa ai detenuti. Non esistendo infatti il concetto di "capo famiglia", cosa accade alle famiglie con un detenuto? Tutta la famiglia perde il diritto al Reddito, il detenuto non viene calcolato come membro effettivo e si riduce la cifra o basta fare i furbi e presentare domanda a nome di altro membro della famiglia?

Infine, per finire, una piccola chicca di come questo impianto legislativo è debole ed è un prezioso strumento per i furbi. Prendete il comma 5 dell'art. 12, sulle madri. Una donna senza scrupoli - direi una coppia, ma ormai le donne possono benissimo procedere da sole con impianti, eterologhe, etc., quando tutto manca all'estero - disoccupata decide di darsi al business della procreazione. Come? Semplice: fa in modo di avere una gravidanza e chiede il Reddito di Cittadinanza fino al terzo anno di vita del figlio. Dopo 2 anni e 3 mesi, fa in modo di avere un'altra gravidanza e così via, ad esempio fino a 4 figli. Se non è sposata ma anche se ha un compagno accondiscendente - e si sa, la povertà fa fare di tutto - ecco il suo potenziale score economico, tabella ufficiale alla mano:
- 1.014€ al mese per i primi 3 anni (equivalente di circa 14.500€ lordi annui)
- 1.248€ al mese per i successivi 3 anni (equivalente di circa 18.000€ lordi annui)
- 1.482€ al mese con il terzo figlio (equivalente di circa 21.500€ lordi annui)
- 1.716€ al mese con il quarto figlio (equivalente a circa 26.000€ lordi annui, alla faccia di tutti gli uomini che devono obbligatoriamente accettare proposte di massimo 24.000€) per un totale in 12 anni di 196.560!!! Già mi vedo le aspiranti mamme che vanno in banca a chiedere un mutuo con il certificato di fertilità e ipotecando l'utero!!!

La cosa si fa più interessante per tutte quelle donne che oggi prendono una cifra inferiorei ai 1.000€ e che starebbero volentieri a casa ed occuparsi dei figli, dal momento che la gratificazione lavorativa è talmente bassa. Chi ha scritto la legge, lo sa che se una madre si dimette entro l'anno di età del figlio, la misura equivale ai termini di legge ad un licenziamento, ovvero da diritto ad ogni beneficio da esso derivante? Ergo, se una madre si dimette entro l'anno di vita, può chiedere il Reddito di Cittadinanza fino al terzo anno. Altro che misura ad incentivare il lavoro femminile!!!